nautica


Interior Yacht Design,
abitare tra cielo e acqua

Un libro, edito da Electa, ripercorre la storia delle barche più bizzare degli ultimi anni

di Valentina Ciuffi



Un'attenta esplorazione della scena contemporanea in fatto di progetto e architettura nautica, ma anche una curiosa indagine attorno al desiderio. Questo è "Interior Yacht Design" il volume curato da una storica dell'arte, Domitilla Dardi, e un progettista, Massimo Paperini, per raccontare "la vita liquida" da prospettive varie e non scontate. Si parte da un excursus storico a rendere conto di tradizioni lontane, popoli dell'acqua, imbarcazioni sperimentali e loro evoluzioni; si passa attraverso una sezione più teorica che mira a collocare il design nautico nel contesto più ampio del progetto di interni; si approda a una terza sezione in cui gli appassionati si perderanno tra gli esempi concreti, tra le più sorprendenti creazioni galleggianti degli ultimi anni.
Le pagine scorrono piacevoli tra immagini sorprendenti e descrizioni puntuali, progetto dopo progetto. E se Squall (un ketch di 52 metri), il cui nome significa "raffica di vento", si disegna classico ed elegante tra arredi di geometrie perfette, legni pregiati e marmi bianchi a rifinire i bagni, Pab Admiral (un portento di yacht ideato da Ivana Porfiri nel 2003) è dichiarazione netta della volontà di abbandonare lo stile marino più tradizionale per lanciarsi verso scenari dell'interior design decisamente più terrestri e bizzarri per la dimensione acquatica. Spingendosi ancora oltre in questa direzione, è sempre Ivana Porfiri a firmare il progetto di Guilty Rizzardi, forse l'imbarcazione più singolare tra quelle raccontate dal libro: commissionata dal collezionista greco Dakis Joannou, con interventi site-specific del noto artista Jeff Koons, il mega yacht è una specie di museo tra le onde. Aggirandosi tra i video di Nathalie Djurberg e i neon di Martin Creed, tra le sculture di Anish Kapoor e le opere di design dei fratelli Campana, forse verrebbe spontaneo chiedersi «ma questo spazio è davvero concepito per navigare?». «No, non lo è!»: non ha problemi a dirlo l'autore del libro Massimo Paperini, che nonostante ciò lo include nella sua selezione di esempi, concludendo: «Guilty è una creazione principalmente simbolica e celebrativa dell'arte del nostro tempo, in cui nauticità e navigabilità passano in secondo piano!».

pagina 1 di 1





Moda
gallery blog
archivio notizie archivio speciali
titoli tags
Yoox MyPrestigium
blog twitter foursquare

MONDO LUXURY

TOP FIVE

Come Elisabetta II divenne arte contemporanea
Alla National Portrait Gallery di Londra due mostre dedicate alla regina, dove Lucian Freud, Gilbert&...

Le star alla mostra di Venezia

 

24luxury: A Londra la regina Elisabetta II diventa icona dell'arte contemporanea http://t.co/IBmRHmCf

16 May, 12:59 |

24luxury: David di Donatello: il red carpet made in Italy, fra la Lollo e le trasparenze, è lontano dagli Oscar http://t.co/BWD4TUlu

07 May, 15:51 |