editoria

Design e letteratura, attrazione fatale

In un libro da poco uscito in Francia, il rapporto tra creativi e i loro poeti e scrittori preferiti

di Elisa Anzolin



Dalla poltrona in stile vittoriano, rivestita di tessuti antichi, che lo stilista Paul Smith ha disegnato in omaggio alla cantante Patty Smith, allo shoe designer Bruno Frisoni che non poteva che amare, e quindi reinterpretare, Charles Perrault e i suoi "stivali delle sette leghe. Che cosa creeresti per lo scrittore che più ha influenzato la tua vita? È la domanda che Esther Henwood, giornalista e scrittrice francese, ha posto a 40 designer, stilisti e architetti di fama internazionale. Il risultato è "Design et littérature – Une liaison inspirée" (Editions Norma), 160 pagine per scoprire la relazione profonda che lega design e letteratura. Davanti a una domanda semplice, quasi elementare, ma che in realtà sbircia nel profondo, gli artisti hanno svelato i personaggi che li hanno ispirati e con essi una parte della loro storia, dagli episodi di gioventù ai retroscena delle loro opere.
Si scopre così che il designer israeliano Arik Levy ha disegnato un divano-sedia a dondolo ispirandosi allo psicanalista e scrittore americano Irvin Yalom, o forse ai suoi pazienti. Colpisce poi la poltrona fatta di capelli che il premio nobel giapponese Yasunari Kawabata e i suoi racconti "Locanda termale" hanno ispirato all'artista Hervé van der Straeten. Il designer Claudio Colucci preferisce invece Ian Fleming e la saga dell'agente 007. E allora quale giaciglio migliore per James Bond e le sue conquiste di un divano rosso in fibra di carbonio, con tanto di tavolino per gustare una coppa di champagne, rigorosamente in due? Anche l'architetto India Mahdavi ha pensato a un divano, ma a forma di gatto, pensando al suo scrittore preferito, il giapponese Haruki Murakami, e ai suoi libri dove non mancano mai i piccoli felini, talvolta parlanti.
Ma non solo: le creazioni dei designer intervistati escono dalle pagine per essere parte, alcune come prodotti finiti, altre come schizzi su carta, di una serie di mostre che si succederanno in vari luoghi di Parigi da maggio fino a fine settembre, quando si terrà la mostra finale di tutti i progetti alla Librairie du bon marché (17-30 settembre, 24 rue de Sèvres).

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