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DESIGNLe esplorazioni di Mendinitra Infinito e infinitesimo All'Ara Pacis una retrospettiva che ruota attorno alla produzione innovativa e versatile dell'architetto italiano di Marta Casadei |
Tags: Alessandro Mendini, Roma, design
Alessandro Mendini ha i capelli bianchi tagliati corti e un paio di occhiali dalla montatura leggerissima che incorniciano uno sguardo curioso. Per capire la grandezza (in termini di produzione e di innovazione) della sua carriera professionale, basta guardarsi intorno mentre si misurano a suon di passi le silenziose sale del museo dell'Ara Pacis di Roma, location - controversa, ma prestigiosa – della grande retrospettiva dedicata all'architetto e designer italiano che rimarrà in allestimento ai bordi del Tevere per tutta l'estate, fino al prossimo 6 settembre.
Il titolo dell'esposizione curata da Beppe Finessi, "Dall'Infinito all'infinitesimo", suggerisce echi leopardiani, ma inquadra perfettamente la produzione dell'architetto, esaltandone quello che potrebbe essere definito il carattere principale: la versatilità.
Mendini esplora tutti i campi possibili, dal grande al piccolo, dal funzionale – la "schiera" di cavatappi di Alessi – a ciò che è semplicemente bello ed evocativo come la versione della poltrona di Proust, le cui dimensioni sono state stravolte e ostentate come omaggio all'enorme. Ma la sua storia – che finisce per coincidere con l' evoluzione stessa del design nostrano – è fatta anche di tantissimi progetti, modelli, semplici schizzi e riflessioni messe per iscritto su un foglio di carta. La forza creativa del designer è al contempo strumento di indagine ed espressione; la sua sfera d'interesse – ci si può accorgere di questo facendo scorrere lo sguardo dai grandi piani per le architetture pubbliche ai gioielli, passando per le copertine delle "sue" riviste – è praticamente illimitata.
Il fulcro attorno al quale ruota è l'uomo. Che stuzzica Mendini in quanto essere ma anche in quanto "attore", la cui natura viene letta e interpretata in relazione agli oggetti quotidiani, agli spazi aperti, alle abitudini di consumo e agli atteggiamenti.
Le opere in mostra sono duecento: ognuna è il simbolo di un "stagione" diversa, ciascuna rappresenta il mondo visto da un'angolatura differente. A sottolineare come il lavoro di Mendini, classe 1931, si sia intrecciato – profondamente e progressivamente – con il tessuto creativo Made in Italy sono le presenze eccellenti come Alessi, Baleri Italia, Bisazza, Byblos Casa - Errestudio, Cassina, Cleto Munari, Corsi Design, De Padova, Glas Italia, Alchimia, Mamoli Rubinetterie, Olivari, Zerodisegno, Segno, Superego, Swatch, Venini e Zanotta. Un bouquet prestigioso di aziende che hanno tradotto in prodotti concreti le idee che Mendini buttava giù di getto (a testimonianza di questa fase, i 300 disegni messi a disposizione da Triennale Design Museum) oppure metabolizzava lentamente.
Tra i pezzi da non perdere, due sculture che appartengono alla raccolta limited edition "Mobili per Uomo" realizzata da Mendini per Bisazza – ne è stato direttore artistico dal 1994 al 1999 – a partire dal 1997. L'ispirazione viene dal guardaroba maschile: un guanto, una scarpa. Capi indispensabili per il designer; sculture di incredibile fascino (il fiore all'occhiello sono le tessere in mosaico oro 24 carati, tagliate e posate a mano) che il curatore ha deciso di mettere in una posizione particolare, così da essere visibili giorno e notte anche all'esterno. Varrà la pena fare una passeggiata primaverile sul lungotevere.
"Dall'Infinito all'infinitesimo"
9 aprile-6 settembre 2009
Museo dell'Ara Pacis
Lungotevere in Augusta - Roma
www.arapacis.it
www.ateliermendini.it
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