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EventiA Tokyo si decideil design del futuro Percorso nella città che si accende con la Design Week di Cristiana Raffa |
Tags: Tokyo, Roppongi, Omotesando, Michael Young
La location è la stessa di sempre: Jingu Gaien-mae, una zona verde nel cuore di Tokyo che per una settimana si colora di tendoni, container, istallazioni e schermi.
Da lì, la Tokyo Design Week, al via il 30 ottobre nella capitale giapponese, si diffonde come un'onda anomala verso il centro di Tokyo. Da Roppongi a Omotesando, tutta la città si accende di luci e di folle che entrano ed escono dalle gallerie e dai bar. Ma feste, incontri, dibattiti, arte e stile entrano in ogni luogo pubblico, persino nei supermercati. Ci si perde tra le numerose sezioni, forse troppe per un visitatore che tenta di orientarsi (materiali, illuminazione, shop, prototipi, "Future", "Professional", "Zero" ecc.).
Il legno e la lavorazione "morbida" anche quest'anno rappresentano la parte forse più interessante per quanto riguarda l'arredamento. La maggior parte degli espositori sono locali e, con un gusto prettamente nipponico, fanno il punto sulla sperimentazione made in Japan: pulizia, dettagli sobri e luce.
Nextmaruni (www.nextmaruni.com) con le sue sedie cerca di comunicare cos'è l'architettura giapponese: «Il punto di partenza nei criteri costruttivi è la ricerca della pace interiore». Confermano la tendenza anche Atsushi Nogimura (www.geocities.jp/nogimuracompany), Satoshi Umeno (www.umenodesign.com), Okura Toshihito (www.to-studio.co.jp) e Shimizu Tadao (www.tadaoshimizu.co.jp), quest'ultimo con un delicato pizzico di colore che rende i suoi progetti riconoscibile e allegri.
Se l'architettura occidentale è caratterizzata da una demarcazione netta tra dentro e fuori, delimitati da mura, l'architettura giapponese è fatta di "opening", grandi spazi aperti, e questo vale per contenitori (edifici) e contenuti (oggetti d'arredo).
Anche l'arredo per l'esterno è familiare e interiorizzato, basta osservare le creazioni di Cozy&Cozy (www.cozy-cozy.jp). Mentre per le grandi opere pubbliche Masakami Imamura, nella sezione Professional, è tra i nomi di spicco per il suo minimalismo arioso e gli spazi di grande respiro (www.masakamiimamura.com).
L'evento di punta della settimana resta il 100% Design Tokyo, la rassegna dedicata all'arredo di interni, uno degli appuntamenti più importanti e influenti per quanto riguarda il design di interni contemporaneo, che quest'anno ha come padrino il grande designer inglese Michael Young. I numeri della rassegna parlano da soli: nel 2001 si sono registrati 67mila visitatori, cresciuti poi gradualmente fino agli 85mila dello scorso anno, quest'anno si punta alla cifra tonda dei 100mila.
E'già evidente parlando con gli addetti ai lavori come questa settimana del design confermerà una tendenza internazionale: superata l'epoca dei "non luoghi", adesso spazi commerciali e uffici cercano di esprimere sempre di più una forte personalità. In questo settore tra gli architetti spiccano Kadokura Masanori e Yoshida Takako, ma soprattutto Hiroshi Yoneya (www.tonerico-inc.com).
Tra gli espositori internazionali, invece, il designer Judson Beaumont che si ispira ai quadri di Dalì. La designer Cindy Lee Davis, per l'australiana Lightly (www.lightly.com) si rifà invece a merletti "old english style" rivisitati in chiave contemporanea per creazioni che vanno dai centro tavola agli specchi.
Per quanto riguarda la sezione "Light", sono numerose le soluzioni dei diversi espositori: se i giapponesi Balmuda (www.balmuda.com) scelgono un'estetica impalpabile, un minimalismo che fa eco agli ultimi prodotti Apple, non è un caso la scelta delle metafore dell'"aria" per la nomenclatura; i canadesi Bocci (www.bocci.ca) illuminano gli ambienti mettendo invadenti fonti di luce letteralmente al centro della scena.
Per quanto riguarda gli esordienti – i giovani sotto i 40 anni che espongono nella sezione "Zero Exhibition" - Eiji Shibata (www.tekodesign.com), già premiato lo scorso anno, propone una "organic chair" dalle linee elaborate, ma sempre pulite.
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