Sami Rintala: «Siamo circondati dal cattivo design»

L'architetto finlandese protagonista del Geodesign a Torino

di Antonietta Demurtas

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2.8
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Tags: Sami Rintala, Geodesign


Tre grandi capanne di legno abbandonate vengono sollevate a 10 metri da terra su alti pali. Pronte a prendere il volo, quasi a seguire quello che gli agricoltori, loro abitanti, avevano già spiccato verso le città. È il 1999 quando l'architetto finlandese Sami Rintala, quarant'anni non ancora compiuti, miete il suo primo successo con l'installazione Land(e)scape. È solo l'inizio di una carriera che lo porterà a viaggiare per il mondo con le sue opere d'arte e architettura, industriali e naturali: dall'osservatorio nella foresta del museo di Kirishima (Giappone 2004), al Kirkenes Hotel per la "Barents Art Triennale"; dalla Element House nel Bisan Urban Natural Park, in Corea del Sud, ai mercatini del Balòn di Porta Palazzo a Torino. Nel capoluogo piemontese, all'interno del progetto Geodesign, incontra i commercianti e studia un prototipo per rendere più funzionali i negozi ambulanti.
Dalla costruzione di interi villaggi alla progettazione di piccoli oggetti. L'architettura lascia spazio al design?
Io mi occupo di spazi e case, il design non è la mia attività principale, ma penso che non sia solo fare forme. Il filosofo Edward De Bono dice che il design è tutto ciò che riguarda l'essere umano. Dovrebbe essere presente in tutti i settori, inteso come capacità di organizzare e progettare attività. Design dell'azione e del futuro. Poi, c'è naturalmente in ogni cosa un buon design e un cattivo design.
Che cosa intende per bad design?
Non basta che gli oggetti siano esteticamente belli, devono essere anche utili. Purtroppo al momento il 90 per cento del design non ha questo obiettivo, ma è fine a se stesso: bad. È più un design for design, poco interessante. Ciò che è interessante invece è risolvere problemi.
Che nel concorso Torino Geodesign non sono pochi. Sono infatti oltre quaranta i progetti da realizzare.
Sì, ma è molto divertente, stiamo costruendo un oggetto che servirà a molte persone. Chi fa questo lavoro deve avere l'illusione di salvare il mondo oppure, più semplicemente, di migliorarlo.
Che cosa pensa delle iniziative del World capital design?
Credo sia sempre un'ottima cosa creare. Se i politici e gli uomini d'affari organizzano congressi e meeting per parlare, perché non si può fare lo stesso tra designer e comunità locali? Dallo scambio di idee, spesso, nascono idee ancora più grandi.
http://www.samirintala.com

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