londra

Terminal 5 "targato" British Airways

Caos, ritardi e bagagli smarriti per l'ultima
meraviglia di Rogers


"Terminal 5 is epic", è stato scritto nella brochure che accompagna l'apertura al pubblico del nuovo Terminal 5, ultimo gioiello dell'aeroporto londinese di Heathrow. Per dar vita a questo vero e proprio gigante, grande come Hyde Park, ci sono voluti quindici anni di progettazione, cinque di lavori e 4,3 miliardi di sterline. Ma dal 27 marzo i sudditi di Sua Maestà, che ha inaugurato il terminal due settimane fa, possono prepararsi al viaggio sotto le futuristiche volte di acciaio e vetro firmate dallo studio di Richard Rogers, l'architetto del Beaubourg parigino. Anche se i primi due giorni di apertura sono stati segnati da caos generale, voli cancellati e bagagli dispersi.
Il gigante da 30 milioni di passeggeri l'anno è tutto made in Britain, anche perché accoglierà soltanto i voli della British Airways, gelosa del suo nuovo tesoro con cui vuole anche dimostare al mondo la sua attenzione, molto trendy, all'ambiente: ben l'85% dei materiali di scarto usati per costruire i suoi 30 mila metri quadrati è stato riciclato, l'acqua piovana viene raccolta e riutilizzata per tutte le necessità interne allo scalo, all'esterno sono stati piantati migliaia di alberelli e il sistema di condizionamento dell'aria è a emissioni ridotte. Il risparmio energetico è assicurato anche dalle migliaia di luci a basso consumo e da un'architettura che permette di sfruttare al meglio l'illuminazione naturale.
Certo, ne sono passati di anni e di tecnologie dal 1946, quando fu inaugurato il primo terminal, ma soprattutto con il nuovo Terminal cambia l'estetica dell'aeroporto londinese, che aveva ormai stancato i più con le sue moquette stantie da vecchio salotto e quella poco affascinante atmosfera anni Sessanta: sotto i tocchi di luce blu, infatti, si trovano le sei lounge British Airways con le loro cristallerie Swarovski e gli arredi Osborne & Little, i negozi Bulgari, Prada, Gucci e Tiffany, ma anche Caviar House & Prunier e il primo "aero-ristorante" dello chef stellato Gordon Ramsey, per addolcire ogni snervante attesa. Persino qui inevitabile.

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