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Torino capitale
del design 2008

Sei progetti speciali, più di duecento tra eventi, mostre e convegni. E'cominciato l'anno d'oro della città piemontese

di Antonietta Demurtas



«È possibile toccare con il design il cuore di qualcuno?» chiede il guru della grafica Stefan Sagmeister. Sì, risponde Torino, incoronata World design capital 2008 dall'Icsid (International Council of Societies of Industrial Design) per la capacità di ridisegnare spazi urbani, aspetti economici e vita sociale. Sotto la Mole il design si fa strumento, la flessibilità diventa metodo, leitmotiv, risposta per reagire ai cambiamenti. Torino accetta il titolo di capitale mondiale del design come una sfida e accende i motori. Benzina verde naturalmente, perché verde è il colore di quest'anno torinese, colore della ragione, del "green design". Il futuro. A bordo della macchina organizzativa l'architetto Enrico Morteo assieme a Guta Moura Guedes, a Michael Thomson e Gillo Dorfles, maestro e curatore dell'intero progetto. In pole position un calendario con oltre 200 manifestazioni fra eventi, rassegne, convegni, concorsi, mostre e workshop. Ogni settore del disegno industriale è rappresentato, celebrato. Dal car design al furniture, dal food al flower.
Sei i progetti speciali. Uno è il concorso Geo-design: 40 designer e creativi internazionali realizzeranno oggetti utili come carrelli pieghevoli, packaging, toilette pubbliche, luci, per soddisfare le esigenze di 40 comunità torinesi. Se il designer inglese Jasper Morrison studia barriere mobili per un mercato, lo scrittore texano cyberpunk Bruce Sterling realizza una trasmissione radio con la comunità africana. Design "autorganizzato" quindi, ma anche industriale: la storia dell'automobile diventa una trilogia che si articola nelle mostre Novecento, Velocità, Dream, per ricordare nomi come Giugiaro, Pininfarina, Bertone. Dal genio maschile si passa a quello femminile con la mostra D come Design dedicata alle designer italiane.
Mille letture, mille caratteri. Olivetti è la prima della classe e festeggia cento anni con la mostra Bella società. Nella rassegna Living spaces sono invece gli spazi inventati e strutturati da artisti e designer come Martì Guixè e Zaha Hadid a rendere fluidi i confini tra arte e design. Che spariscono dietro gli abiti di Roberto Cappucci nella mostra Fantasie guerriere per una moda che è progetto, creazione, haute couture.
Tutto è disegno industriale a Torino e la mostra-evento Flexibility - design in a fast-changing society dimostra come ciò che è prodotto si può modificare, adattare a diversi usi e ambienti. Così l'espressione di Walter Gropius «Dal cucchiaio alla città» che individua la sfera d'azione dell'architetto, nel capoluogo piemontese diventa il nome di un negozio dove non si vende nulla, ma ci si incontra per scambiarsi idee, conoscere, reinventare.
La reginetta del design è automobilistica, olimpica, tessile, industriale, enogastronomica, regale. E proprio nella Reggia di Venaria Reale, ad aprile, assegnerà il Premio Compasso d'oro 2008 al progetto, al prodotto, alla ricerca, al merito. Per la prima volta la premiazione avverrà fuori Milano. Un sorpasso niente male per la signorina Effe.

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