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La sua bellezza è indiscutibile. La sua intelligenza anche. Le due qualità, unite a un grande fiuto per gli affari e per gli uomini giusti, ne fanno una gallina dalle uova d'oro. Ambra Medda, 26 anni, figlia e moglie d'arte (la madre, Giuliana Medda, è una gallerista famosa, il compagno, Craig Robins, il più grande immobiliarista di Miami nonché importante collezionista di arte e design), è la ragazza che ha rivoluzionato il concetto di fiera d'arte, attirando al suo Miami/Basel non solo collezionisti e operatori del settore, ma pubblico. Oggi parte l'edizione 2007.
Signora Medda, una famosa classifica l'aveva inserita tra le donne "da tenere d'occhio" nel 2007. Avevano ragione: questo è stato decisamente il suo anno, che si conclude con la nuova edizione della sua creatura, il Miami/Basel. Gli occhi sono tantissimi e non tutti generosi. Come si difende dalle aspettative e dalle critiche?
C'è una bella eccitazione nell'aria. Riusciremo a far esplodere questa energia, ne sono sicura. Oltre alle migliori gallerie del mondo, 26 quest'anno di cui otto debuttanti, quest'anno vogliamo dare grande importanza ai giovani designer, valorizzando il loro lavoro: abbiamo chiesto a dieci artisti di creare dei frammenti di produzione artistica solo per noi, spazi e momenti "live" di creazione pura. L'obiettivo è quello di creare un grande workshop dell'arte in cui ogni giorno l'avanguardia ci regali performance esclusive.
Ad esempio?
Ci sarà un tattoo party, lavori istantanei con bottiglie d'acqua, con il feltro, con la carta. C'è Jason Miller con uno spettacolo di ipnosi, "Better than you remember", in cui chiederà ai visitatori di descrivere oggetti del loro passato per recuperare il significato delle cose perdute. Il ricordo sarà poi il punto di partenza per costruire il nuovo, il futuro.
Insomma un po' di nomi noti, le gallerie più cool, una manciata di emergenti e una buona dose di sperimentazione: è la ricetta giusta per attirare ricchi collezionisti, no?
La fiera è un forum ed è costruita sulla combinazione di cultura e commercio: l'uno supporta l'altro, si crea una bella sinergia tra gallerie, performer e pubblico. Il nostro è un panorama molto ampio. Le persone vengono a Miami per rendersi conto di come lavorano i designer, dei materiali che usano, delle forme che privilegiano. Certo, vengono anche per comprare. Ma alla base c'è un obiettivo culturale: io non lavoro per il mercato.
Eppure sono in molti a credere il contrario. Sulle pagine di Luxury24.it, dall'architetto Zaha Hadid al designer Marcel Wanders, fino a Ross Lovegrove, che ha addirittura rifiutato l'invito per una lezione a Miami, in molti hanno dichiarato che la fiera ha un valore puramente commerciale e che mortifica l'arte vera…
È stupido ragionare per categorie rigide o dualismi, come a dire che l'arte e il mercato dell'arte sono due cose diverse, o che esistono due maniere di fare design, una buona e una cattiva: ci sono molti designer che lavorano in diversi ambiti, creano oggetti di natura limitata e altri destinati all'industria. Mi sembra folle che passi questa idea che l'arte si sporchi con i soldi; l'arte vive grazie al denaro, come sanno tutti i designer e artisti che, per quanto critici, partecipano alla fiera.
Quindi si tratta semplicemente di essere meno disillusi e più pratici e, forse, anche meno ipocriti?
Ripeto: la fiera è un forum a cui si partecipa per l'incontro e lo scambio di idee, ma è chiaro che alla base c'è un commercio. Non siamo qui per puro amore dell'arte o per filantropia. Si viene per capire le nuove tendenze, per vedere quali sono i designer emergenti.
Anche perché, visti i prezzi degli oggetti in fiera, si tratterebbe di un mercato molto piccolo per super ricchi…
Questo è il momento del design, è il momento della creatività. E a chi dice che l'art design mortifica l'arte rispondo che invece ha avuto la capacità di ringiovanire il mercato: prima il design non era accessibile né apprezzato da un pubblico giovane. L'arte decorativa era noiosa, per pochi e per anziani. Invece il design è accessibile a tutti, è entrato nel concetto del bello da godere. La nostra fiera è una mostra panoramica di ciò che vale veramente. Ho visto una rivoluzione nel mondo del design: nel 2005 dopo il Miami/Basel abbiamo avuto un enorme riscontro, collezionisti che non avevano mai preso in considerazione il design hanno cominciato ad avvicinarsi a questo settore, c'è stato una risveglio di interesse, una rinascita. Noi diamo un senso di liberazione ai più giovani.
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