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Il sogno di Kengo Kuma: cancellare l'architettura

Una mostra a Padova e un libro edito da Motta
celebrano l'architetto giapponese

di Valentina Ciuffi

Rating:
2.4
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Tags: Giappone, Tokyo, museo, mostra



Kengo Kuma è un architetto contro-corrente, fin dall'inizio. I suoi progetti sfidano il delirio architettonico esploso in Giappone a cavallo tra gli anni 80 e primi anni 90, i "bubble years" del boom economico che hanno prodotto edifici solidi, maestosi, in cui le parole d'ordine sono monumentalità, autorità, linee definite, ferme, pesantezza. Kuma cerca altro: edifici dai confini sfocati, che affondino nel paesaggio, si mimetizzino. «Il mio obiettivo ultimo è cancellare l'architettura» disse una volta. Legno, bambù, metalli, pietra, in moduli esili e ripetuti, creano superfici discontinue, rarefatte, permeabili, che riescono a sconfiggere la monoliticità anche delle sue "creature" più imponenti.
Tra le ultime opere ricordiamo One Omotesando (2003), sede di note griffe di moda a Tokyo che dialoga armonicamente con il viale alberato su cui si affaccia, e il Nagasaki Prefectural Art Museum, il cui gioco di luce e trasparenze si riflette nel canale d'acqua che attraversa il museo.
I suoi lavori saranno presentati nella mostra monografica che inaugura a Padova il 26 ottobre, in cui verranno proiettati su due grandi strutture di organza a forma di carpa (che nella cultura giapponese è simbolo di rinascita e nuova vita).
«Due carpe: acqua/terra - villaggio/città – Fenomenologie», è appunto il titolo della mostra, che è accompagnata da un volume edito da Motta: un percorso che attraversa il lavoro dell'architetto giapponese, introdotto da un saggio di Stefano Boeri e uno di Marco Casamonti. Per Kuma l'originale allestimento della mostra dialoga perfettamente con gli spazi di Palazzo della Ragione, palazzo storico simbolo di Padova: «Dal confronto tra dimensioni così diverse, tra architettura medievale e contemporanea, non può che nascere qualcosa di nuovo e stimolante», ha detto Kuma. «E poi - ha aggiunto - lo spazio di Palazzo della Ragione ha qualcosa di futuristico».

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